A HISTORY OUT OF CONTEXT

Ian Tweedy

25 ottobre – 25 novembre 2006 Opening: 25 ottobre 2006 ore 19.00 Prometeogallery di Ida Pisani (Project Room), Via Ventura 3, Milano

Mercoledì 25 ottobre la Prometeogallery di Milano presenta, nello spazio Project, la prima personale di Ian Tweedy, artista americano di base a Milano, classe 1982. La mostra “A history out of context”, a cura di Marco Scotini, presenta tre nuovi lavori – video, disegni e wall paintings concepiti come un’unica installazione.

Tra la pittura delirante di Neo Rauch e l’inventario fotografico bianco/nero di Hans Peter Feldman, il repertorio di immagini con cui Ian Tweedy lavora appartiene ad un passato recente ma di cui sembrano perduti definitivamente coordinate e contesto. Graffitista e street artist all’ inizio, accumulava immagini per le vie di Francoforte, Wiesbaden, Amburgo e Dusseldorf. Il suo territorio d’ adozione, dopo l’America, era allora quello tedesco e la sua firma era quella di Dephect con cui é finito in “Graffiti World“ il bestseller Thames and Hudson.

Ora Ian Tweedy interviene su mappe geografiche della guerra fredda, sulle copertine di vecchi libri, su documenti del passato. Purchè ogni centimetro quadrato di superficie sia la memoria di qualcosa, abbia una storia. Ma, come prima, Tweedy continua a lavorare sulle strade delle città e sugli spazi pubblici. Adesso però come “muralista”, con immagini sociali rubate alla storia, ritratti di collettività prese in prestito da riviste popolari come “Life”, “Storia Illustrata” o altri rotocalchi: uno sciopero dei lavoratori della Chrysler anni ’50, una manifestazione a Chicago per la liberazione di Sacco e Vanzetti, un sistema fordista di produzione di armi per la guerra del Vietnam.

Come una sorta di hacker della storia, Ian Tweedy si inventa ogni volta una propria “macchina del tempo”, un crossover di spazi e tempi, una serie di associazioni cut-up di geografie ed identità . Come molti artisti contemporanei – da Narkevicius a Baladràn – la grande quantità di materiale fotografico che Tweedy ha raccolto negli ultimi anni è la base dei suoi progetti pittorici e muralisti. In Monument#1, già presentato presso la Prometeogallery di Milano, un mix di pittura acrilica, di mappe geografiche, foto storiche e segni costruttivisti occupava un’intera ampia parete dello spazio espositivo.

Ora interviene, nella Project Room, con una grande scritta a muro della parola Context, una serie di trenta disegni e un video bianco/nero in cui il gesto inconsulto di strappare le pagine bianche di un vecchio libro è continuamente reiterato. Il titolo “Project pour un texte” fa il verso ad un noto video di Marcel Broodthaers del ’69 in cui l’artista belga cerca di scrivere con l’ inchiostro sotto la pioggia. Le pagine bianche strappate da Tweedy, gli spazi vuoti del libro – i suoi terrains vagues – diventano il supporto per i suoi disegni: altre immagini strappate alla cronaca, tracce di una nuova storia fuori contesto.