Faust Head, 2018, scultura rame ossidato, 32 x 32 x 32 cm
Mefistofele, 2020, penna su dura-lar, 42 x 29,7cm
Magia, 2020, biacca e foglia d'oro su carta nera francese, 42 x 30 cm
Elena di Troia, 2018, matita e biacca su incisione originale, 60x80cm
Darwin, 2019, pencil, biacca e pantone su incsione orignale del XIX secolo, 50x70
Fabrizio Cotognini, Look around you, can you see?, virtual installation view
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Look around you, can you see?

Fabrizio Cotognini

Prometeo Gallery è lieta di annunciare “Look around you, can you see?“ la prima mostra online dell'artista Fabrizio Cotognini (Macerata, 1983).

Prometeo Gallery è lieta di annunciare “Look around you, can you see?“ la prima mostra online dell'artista Farizio Cotognini (Macerata, 1983).
La mostra sarà visitabile dal 4 maggio cliccando sul seguente link

https://artspaces.kunstmatrix.com/en/exhibition/658468/fabrizio-cotognini-guardati-intorno-riesci-a-vedere

Erra l’uomo che guarda la natura da spettatore, provando a studiarne le leggi per sfruttarla, farla a pezzi e tentare di ricomporla in una sintesi artificiale. In un momento storico fitto di domande, in cui tutto è rilevante e irrilevante al contempo e la dimensione sociale è radicalmente cambiata, la mostra di Fabrizio Cotognini disegna una finestra da cui ammirare un panorama che assume invero i contorni di un terreno sospeso tra percezione fisica e mentale. Simile a uno stato di dormiveglia in cui si mescolano elementi reali, desideri e immaginazione, Look around you, can you see? si articola intorno a personaggi come Faust e Darwin, diventando un luogo dove il tempo non ha finalità ma è incluso e compreso. È stato un tema caro, questo del tempo, a Johann Wolfgang von Goethe, che ne fece il cardine del suo famoso poema melodrammatico, il Faust, che Cotognini riprende per esempio per concepirne disegni, sculture e appunti in cui l’inquietudine temporale serpeggia attraverso le figure di Mefistofele e Margherita, risuonando più attuale che mai. Proprio dal guardare, peraltro, si irradia l’enigma del senso, che innesca il tentativo di fissare la propria esistenza nel tempo, che può assumere qualunque forma. Nei mitologici protagonisti ravvisiamo i connotati di un’espressione estetica collettiva dove è possibile trovare rispecchiata la propria identità. É del resto un tratto antichissimo umano la brama di riposo dalle tempeste della vita, ma oggi siamo tutti più consapevoli, come forse il vecchio marinaio, che è inadeguata la conoscenza che dà l’illusione di onnipotenza. Nei tentativi di spostare da sé i limiti, ormai evidenti, della dimensione umana, l’uomo è destinato a soggiacere al potere della natura, irrazionale, affascinante e talvolta distruttiva, ecco allora che Cotognini ha lavorato sulle distanze e sulle vicinanze non solo come una pratica comune dello spazio e del tempo, ma come un vero e proprio modo di vedere, intendendo con vedere gli apparati dei sensi e della memoria uniti a una soggettiva e mobile presenza al mondo. Riorganizzando antiche incisioni, intervenendo su illustri progetti architettonici, ricercando quella chiave contemporanea che non è semplice mise en scène ma vero e proprio coinvolgimento dello spettatore all’interno di sequenze sempre nuove, si lascia che dalle opere in mostra sboccino storie, emozioni ed esperienze che indicano la necessità di uno sguardo allargato che abbracci la pluralità del nostro tempo nel nostro spazio che, inevitabilmente, non può non essere concepito come infinito, uno e indivisibile.