Agent/Econding/Flow, 2014. Photo credit Lisa Palomino
Agent/Econding/Flow, 2014. Photo credit Lisa Palomino
Agent/Econding/Flow, 2014. Photo credit Lisa Palomino
Agent/Econding/Flow, 2014. Photo credit Lisa Palomino
Agent/Econding/Flow, 2014. Photo credit Lisa Palomino
Agent/Encoding/Flow, 2014. Photograph, glossy print on forex, 120 x 140 cm. Photo credit Lisa Palomino
Agent/Encoding/Flow, 2014. Photograph, glossy print on forex, 120 x 140 cm. Photo credit Lisa Palomino
Agent/Encoding/Flow, 2014. Photograph, glossy print on forex, 120 x 140 cm. Photo credit Lisa Palomino
Agent/Encoding/Flow, 2014. Photograph, glossy print on forex, 120 x 140 cm. Photo credit Lisa Palomino
Agent/Encoding/Flow, 2014. Photograph, glossy print on forex, 120 x 140 cm. Photo credit Lisa Palomino
Agent/Encoding/Flow, 2014. Photograph, glossy print on forex, 120 x 140 cm. Photo credit Lisa Palomino
Installation of 30 drawings mixed media on paper
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AGENT/ENCODING/FLOW

Maria José Arjona in collaborazione con Marvel Benavides

Inaugurazione /29 Gennaio, 2014 / 19.00 / in Via G. Ventura 3, 20134 Milano Performance / 29 Gennaio, 2014 / 19.30 / in Via Ventura 6 angolo Via Privata Massimiano, 20134 Milano 29 Gennaio – 7 Marzo, 2014

a cura di Eugenio Viola

La ricerca performativa di Maria José Arjona è tesa ad un’esplorazione delle potenzialità del corpo, inteso come entità vivente che sente, agisce e reagisce. Un corpo che diviene potente mezzo di comunicazione visiva, scambio di energia simbolica tra l’artista e il pubblico e cosciente produttore di significato. È un corpo che indaga, attraverso gesti minimali e non gerarchizzati, i concetti di spazio e tempo. Un corpo “universale”, avulso dalla propria esperienza personale e da un particolare contesto sociale o politico di appartenenza. Per questo motivo le azioni di Arjona conservano sempre una composta qualità metaforica, differentemente dalla pratica di altri artisti provenienti dal continente latino americano e che utilizzano la performance come strumento di espressione privilegiato, rimettendo in atto, non di rado, la violenza anche fisica sul proprio corpo.

Agent/Encoding/Flow è un atto di trascrizione del codice Morse nel linguaggio del corpo. Il codice Morse è a sua volta un sistema di trascrizione, il primo adottato nella telegrafia per lo scambio di informazioni a lunga distanza, una sorta di antenato dell’odierna comunicazione digitale, consistente in una serie di punti, linee e intervalli, trasmessi attraverso impulsi elettrici intermittenti generanti un suono che, una volta ricevuto, era ritradotto dal ricevente in linguaggio.

Agent/Encoding/Flow recupera questo “antico” sistema di codificazione, per tradurre i trenta articoli che compongono la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” (1948) in un testo visivo, interpretato simultaneamente dalla coreografia di Marvel Benavides e dalla sua decostruzione ad opera di Maria josé Arjona, impegnate secondo modalità antitetiche ma complementari, a tradurre i segni dell’alfabeto Morse in pura gestualità e movimento.

La “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” (1948), è noto, è un codice etico di importanza storica fondamentale: il primo a sancire universalmente i diritti che spettano all’essere umano, nonché punto di arrivo di un dibattito filosofico di lungo corso, che dalla classicità giunge fino ad oggi e i cui principi sono ormai considerati dalla gran parte delle nazioni civili inalienabili eppure sono, ancora oggi, spesso calpestati…

Agent/Encoding/Flow è il racconto metaforico di due storie, due corpi e due presenze differenti, ognuna dotata di un’identità tanto marcata quanto capace di interagire empaticamente e fisicamente con l’altra, creando un cortocircuito straniante tra coreografia e gestualità performativa. Ne risulta uno sguardo strabico, che emerge dalle caratteristiche di una doppia visione che, attraversando la scena, fa emergere un’azione fatta di riverberi, accostamenti, interazioni e contrasti, in cui il linguaggio del corpo torna ad essere, ancora una volta, simbolico, ricettore di connettività e “agente di codifica di un flusso” che diviene scambio sociale, politico e culturale.

Eugenio Viola

María José Arjona (1973, Bogotá) vive e lavora tra Miami (USA) e Bogotá (Colombia).
Ha presentato sue performance in numerosi festival di performance e istituzioni in Europa, America e America Latina, tra cui: Manchester Art Gallery, (MIF-Manchester International Festival 2013); Museum of Contemporary Art of Medellin, Medellin/Colombia, Location One, New York/Usa, JCVA Gerusalemme (2012); N-CE Arte, Bogotá/Colombia, Museo Del Banco De La Republica, Bogotá/Colombia, The Ballroom Marfa, New York/Usa; The New Museum. New York/Usa, Museum of Modern and Contemporary Art, Rijeka/Croatia (2011); Museum of Modern Art (Moma), New York/Usa, Museo Madre, Napoli, Abramovic Studio at Location One, New York/Usa, Brot Kunsthalle, Vienna/Austria (2010); / Haus Der Kulturen Der Welt. Berlin/Germany (2009).
Ha partecipato inoltre alla IV Biennale di Marrakech (2012), alla Biennale di Croazia (2011) e alla III Triennale di Guangzhou/China (2008).
È stata artista in residenza al Watermill Center di New York (2009) e a Location One, New York (2012).
Nel 2010 ha partecipato alla riproposizione delle performance di Marina Abramovic per The Artist Is Present, la retrospettiva dell’artista al Museum of Modern Art (MoMA) di New York/USA.

Marvel Benavides
Ballerina colombiana, si forma nell’ambito del balletto classico e successivamente diventa prima ballerina del Balletto Nazionale Colombiano (1982-89), con cui partecipa a numerose tournée internazionali; parallelamente avvia una serie di incursioni nella danza contemporanea, jazz, etnica e collabora col Teatro Nazionale di Bogotá.
Negli ultimi quindici anni ha fatto parte di numerose compagnie di danza contemporanea, partecipando a numerosi festival (Seul, Miami, Madrid, Seviglia, Cadice, Roma, Montevideo).
Ha svolto workshop e corsi di danza in diversi paesi come Canada, Stati Uniti e Francia.