Acqua (Acqua Aria Terra), 1979/80, pastelli su tela di lino, 200 x 150 cm
Aurorale, 1987 acrilico su tela, 150 x 120 cm
Aurorale, 1987 acrilico su tela, 150 x 120 cm
Senza titolo (bande colorate), 1973, acrilico su legno, 100 x 130 cm
Senza titolo (bande colorate), 1973, acrilico su tavola, 120 x 80 cm
Senza titolo (bande colorate), 1973, acrilico su tavola, 120 x 80 cm
Senza titolo (Beautiful lines), 1971, acrilico su tela, 120 x 150 cm
Senza titolo (Spaghi - BLU), 1978, acrilico e spago su tela di lino, 200 x 150 cm
Rosanna Rossi Senza titolo, 1974 acrylic on canvas, 200h x 150w cm
Senza titolo, 1988-91, Acrilico e olio su tela di lino, 150 x 150 cm
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Erre Erre

Rosanna Rossi

Prometeo Gallery Ida Pisani presenta Erre Erre, la nuova mostra di Rosanna Rossi (Cagliari, 1937).

Erre Erre. Rosanna Rossi. 

Una donna, un’artista: due identità che in lei convivono come fossero sinonimo l’una dell’altra.
C’è un legame indissolubile tra la sua carriera e la sua vita che riverbera in ciascuna sua opera facendosi carico della presenza di chi guarda e restituendo la sua anima artistica. 

 

Erre Erre. Rigore Ritmo. 

Due costanti che definiscono una ricerca artistica improntata alla sperimentazione continua da più di sessant’anni. Nel mondo di Rosanna Rossi il tempo è ritmo, scandito da righe, linee e perfette pennellate di colore, misurate e calibrate, che si stagliano sulla tela bianca con controllo, cautela, rigore compositivo e calibratura spaziale. Serie come Bande Colorate, Beautiful Lines, Carati e Cartesiane sembrano originare, come la musica, dalla conoscenza. Sono un fatto puramente intellettuale e poi fisico e in esse, oltre alla raffinatezza tecnica e linguistica, risuona forte il rigore nella ripartizione del ritmo. 

 

Erre Erre. Review Rewind. 

Che cosa si può fare che non esiste, di cui inventare la forma, lo spazio, il colore, la direzione? È questa l’origine della ricerca artistica di Rosanna Rossi, che approda al non figurativo negli anni Settanta, dopo una figurazione di ascendenza espressionista degli esordi. Non si tratta, però, affatto, di inventare, piuttosto è la concreta possibilità che la pratica del fare e del vedere si uniscano in un linguaggio in cui le categorie tradizionali si reinventano in una nuova definizione estetica. Spaghi, Garze, Forme Sonate, Camouflage: sono alcune delle serie che restituiscono la capacità di Rossi di identificazione e di metamorfosi ma anche quella di evocare nello spettatore variazioni all’infinito. Ed è appunto la variazione che Rossi ricerca, mutando con una certa costanza le dimensioni, le direzioni, i valori, le quantità. Tutto ciò, insomma, che una forma può dire a chi la ri-guarda e la ri-scopre sempre nuove e infinite volte.