WELCOME

Ivan Moudov

19 settembre – 31 ottobre 2008 Opening: venerdì 19 settembre 2008 ore 19.00 Prometeogallery di Ida Pisani via Ventura 3, Milano

A cura di Katia Anguelova

Welcome è il titolo della prima mostra personale dell’artista bulgaro Ivan Moudov che sarà inaugurata il 19 settembre presso la Prometeogallery di Ida Pisani a Milano.

Ivan Moudov presenterà la documentazione di una serie di performance intitolata Traffic Control; le performance sono state realizzate a Graz nel 2001 (Traffic Control, Graz 2001, sound, 06’01’’), a Cetinje nel 2002 (Traffic Control, Cetinje 2002, sound, 05’13’’), a Salonicco nel 2003 (Traffic Control, Thessaloniki 2003, sound, 03’26’’), in queste l’artista vestito da poliziotto bulgaro regola il traffico investigando le reazioni dei guidatori. La documentazione comprende anche due video di azioni, esempi di sabotaggio civile in cui Moudov, utilizzando il sistema delle precedenze in una rotonda, crea situazioni limite e analizza la differenza delle reazioni a seconda del contesto culturale (One Hour Priority, Sofia 2000, sound, 60’; 14:13 Minutes Priority, Wiemar 2005, sound, 06’54’’). Come Moudov afferma, le sue performance “sono un modo di intervenire nella legge e nei regolamenti senza infrangerli (…) è una questione di sottile differenza fra legalità e illegalità delle azioni”.

Fragments box#2, è il titolo di un progetto iniziato nel 2002: Moudov colleziona pezzi d’arte, si tratta di frammenti rubati nel corso del tempo dall’artista a diverse istituzioni, musei, gallerie e disposti in una valigia replica della Boîte-en-valise di Marcel Duchamp o simile anche alle scatole di Robert Filliou. Questi pezzi nella valigia, diventano la collezione personale di viaggio dell’artista. Tolti dal luogo originario la loro forma/significato cambia. Si consolida qui l’idea della mort de l’auteur come annunciata da Roland Barthes è già avviata dagli artisti Fluxus o dalla Minimal Art: l’artista è solo uno scriptor e il ruolo di “portatore di passioni, umori, sentimenti” è affidato unicamente al lettore. Moudov con questo progetto segue le investigazioni nella linea della “critica istituzionale”, la condizione museologica della rappresentazione, il senso del collezionare e i giochi simbolici del potere. Il creare una collezione pirata è senz’altro anche legato alla storia personale dell’artista bulgaro che cerca da solo di costruire un’Arca di Noè in un paese dove non esiste un museo di arte contemporanea.

Oltre a questi lavori, Ivan Moudov presenta le opere: Welcome, che dà il titolo della mostra, Plus three hundred and ninety three billion two hundred and seventy five million three hundred and thirty thousand six hundred and twenty four e Back and Forward, una sorta di continuazione dell’idea di Fragments costituito da una serie di spedizioni postali indirizzate alla galleria Prometeo, frutto di nuovi furti di pezzi d’arte che ancora non conosciamo.

L’artista, scegliendo di ridurre e ridefinire l’oggetto d’arte pone di nuovo la questione della smaterializzazione dell’opera, dunque il primato dell’idea rispetto all’oggetto realizzato (Lucy Lippard Six Years: the Dematerialisation of the Art Object).

I progetti in mostra sono inoltre marcati da leggerezza ed umorismo, i lavori non sono rappresentazioni, ma piuttosto traduzioni di un modo di percepire il mondo attraverso dispositivi e installazioni che interrogano la potenza delle forme organizzate siano esse il traffico o l’arte contemporanea, indicando la facilità con cui aderiamo a convenzioni di qualunque tipo.

Come afferma nel 1983 Robert Barry in un incontro con Robert Morgan: “Utilizzo elementi basici come parole, forme, spazio, colore. Ecco le cose alle quali noi reagiamo. Ecco gli elementi con i quali funzioniamo costantemente. Ecco le cose che occupano la nostra coscienza e la nostra sensibilità”.

Il mondo che lo circonda diventa per Moudov base di riflessione e pratica artistica. Come dice Georges Didi-Huberman: “Il n’y a pas à choisir entre ce que nous voyons (…) et ce qui nous regarde (…) il n’y a qu’à a s’inquiéter de l’entre, (…) un moment qui n’impose ni le trop plein de sens (que glorifie la croyance) ni l’absence cynique de sens (que glorifie la tautologie)”.

Ivan Moudov è uno dei più interessanti artisti bulgari della nuova generazione. Vive e lavora a Sofia, in Bulgaria, dove è nato nel 1975. Dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte, si laurea nel 2002 all’Accademia Nazionale delle Arti di Sofia con un MA in arte e pittura murale. Lavora prevalentemente utilizzando strumenti espressivi quali il video, la fotografia, l’installazione e la performance. Fra le mostre: 2008- Moderna Museet, Stockholm; 2007- “Already Made”, Siemens ArtLab, Vienna; 2006- “Rond-point”, La BF15, Lyon; 2007- 52nd Venice Biennale, Bulgarian Pavilion, “Dialectics of Hope”, 1st Moscow Biennial of Contemporary Art, Moscow; 2003- “In the Gorges of the Balkans”, Fridericianum Museum, Kassel, “Blood & Honey”, The Essl Collection, Vienna – 4th and 5th Cetinje Biennial, Montenegro- Manifesta4, Frankfurt/Main.